Università Tor Vergata, identificato marcatore genetico per l’infarto

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MIR-423. Questo il nome del nuovo biomarcatore genomico per la diagnosi precoce dell’infarto scoperto da un gruppo di ricerca dell’Università di Tor Vergata di Roma. Biomarcatore per la prevenzione riguardante la malattia coronarica (CAD) e l’infarto miocardico (IMA).

Lo studio è stato condotto dai ricercatori della Sezione di Genetica Medica del PTV guidati da Giuseppe Novelli, e della Sezione di Cardiologia dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e del Policlinico Tor Vergata guidati da Franco Romeo. È stato pubblicato sulla rivista internazionale Plos One.

Attraverso l’osservazione di pazienti con malattia coronarica stabile e pazienti con malattia coronarica instabile, i ricercatori hanno identificato un microRNA (molecole di RNA che contribuiscono alla regolazione dell’espressione genica) su un pannello di 84 circolanti, che si presentava in livelli differenti tra pazienti con malattia coronarica stabile e pazienti con malattia coronarica instabile. Livelli bassissimi nei secondi dopo infarto acuto del miocardio rispetto ai primi e che poi tornavano ad appaiarsi a 6 mesi dall’infarto. Indicando quindi una possibile correlazione tra MIR-423 ed evento acuto.

“L’identificazione di questo nuovo biomarcatore genomico, se pur da validare su casistiche di popolazione diverse, apre interessanti prospettive di medicina personalizzata e indirizzata ad identificare preventivamente gli individui a maggior rischio di sviluppare infarto acuto del miocardio”.

Info: Università Tor Vergata, marcatore genetico per l’infarto

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