Ministero della Salute, relazione al Parlamento attività Hiv Aids 2017

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ROMA – È stata pubblicata dal Ministero della Salute la Relazione al Parlamento 2017 sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l’infezione da HIV (articolo 8, comma 3, legge 5 giugno 1990, n. 135). Relazione con i dati epidemiologici, le attività condotte dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità in merito a informazione, prevenzione, diagnosi, terapia, ricerca, sorveglianza sanitaria, Telefono Verde.

Per quanto riguarda i dati epidemilogici secondo il rapporto Unaids l’Italia ha fatto registrare nel 2016 nuove diagnosi di infezione da Hiv pari al 5,7 per 100.000 abitanti, 13° posto insieme alla Grecia nei Paesi dell’Europa occidentale, incidenza in lieve calo nel quinquennio 2012-2016. Lazio, Marche, Toscana e Lombardia le regioni con il maggior numero di nuove diagnosi. Stabile il numero di decessi dal 2010 al 2016. 1,8 milioni le nuove diagnosi a livello mondiale, 36,7 milioni di persone nel 2016 con infezione da Hiv.

Ancora dati sull’attività di sorveglianza, raccolti dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e aggiornanti al 31 maggio 2017. Dati lievemente sottostimati per alcuni ritardi negli invii delle schede di notifica ai centri di coordinamento regionale.

26.643 i nuovi casi di infezione tra il 2010-2016, nuovi casi relativi agli “anni ed alle regioni che raccoglievano tali segnalazioni”. Lombardia nel 2016 con più segnalazioni quindi Lazio ed Emilia Romagna. 3.451 segnalazioni nel 2016 su 4.005 nel 2010. “Per il 2016, è stato stimato che ai casi finora pervenuti al COA manca ancora un 7,6% di segnalazioni”. Rispetto al 5,7 per 100.000 nazionale, l’incidenza maggiore nel 2016 Lazio 8,5 per 100.000 residenti, minore Calabria 1,3 per 100.000. Per aree geografiche: Centro, Nord e infine Sud e Isole.

23,1% le nuove infezioni che hanno riguardato donne nel 2016; 30-39 il 29,1% dei nuovi casi, 40-49 25%, 25-29 13,6%. 2,8% i casi dovuti a trasmissione IDU droghe iniettabili, 47,6% trasmissione sessuale eterosessuale, 38% trasmissione MSM; 0,3% trasmissione verticale, 0,2% sangue e/o emoderivati.

“Nel 2016, la proporzione delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV diagnosticate con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL era del 36,9%, mentre quella di coloro che avevano un numero di CD4 inferiore a 350 cell/μL era del 55,6%”. Test Hiv: nel 2016 il 30,7% ha effettuato il test per sintomi, 27,5% comportamenti a rischio, 12,2% screening, Ser.D/Ser.T, istituti penitenziari; 11,3% per altra patologia.

Indice di avidità AI: “Nel 2016, il Piemonte, l‟Emilia-Romagna e le PA di Trento e Bolzano hanno effettuato in modo pressoché sistematico il test AI: in particolare, il test è stato eseguito sul 68,9% delle 633 nuove diagnosi segnalate in queste quattro aree geografiche. Tra i testati per AI, il 16,8% presentava un‟infezione recente”.

Aids. 778 casi di Aids nel 2016 segnalati al 31 maggio 2017, 1,3 per 100.000 residenti. La più alta incidenza in Europa occidentale dopo il Portogallo. 65,5% classe di età 30-49 anni. il 21,6% dei casi aveva ricevuto un trattamento antiretrovirale prima della diagnosi. “Nel 2015-2016 meno del 16% dei pazienti con modalità di trasmissione sessuale (cioè con contatti eterosessuali o MSM) ha effettuato una terapia antiretrovirale, rispetto a oltre il 61,8% degli IDU”.

Info: Ministero Salute, relazione al Parlamento attività Aids 2017, area tematica e schede

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