ROMA – 14,3% le guarigioni in Italia da tumore al polmone, 78% da tumore alla vescica, medie più alte rispetto al resto d’Europa dove invece sono rispettivamente del 13% e 68,6%. Prospettiva in miglioramento anche grazie alla immuno-oncologia, che dopo essere stata osservata e applicata sul melanoma può dimostrarsi efficace sulle neoplasie del polmone e della vescica.
Questo è quanto si legge nella nota Aiom pubblicata in occasione del convegno “Immunoterapia nei tumori del polmone e dell’urotelio, a che punto siamo?” che sta tenendo a Roma dal 27 marzo.
Si parla di immuno-oncologia, ovvero di una nuova terapia che si basa sull’azione che il sistema immunitario, stimolato attraverso farmaci possa esercitare contro le cellule tumorali. Terapia da farmaci in sequenza, attualmente sotto osservazione anche in merito alla possibilità che venga applicata in combinazione con le cure tradizionali, personalizzata sui pazienti. In modo tale da garantire accesso alle cure e sostenibilità per la sanità pubblica.
Terapia quindi associabile ai riscontri derivanti dalle moderne tecniche di determinazione dei biomarcatori e che mostra efficacia contro i tumori che hanno origine dal fumo di sigaretta. Come quello del polmone e della vescica.
Così il il prof. Carmine Pinto presidente nazionale Aiom: “Nel 2013 sembrava una scommessa, oggi l’immuno-oncologia sta diventando sempre di più una realtà consolidata nel trattamento dei tumori. A conferma di quanto detto l’immunoterapia è stata nominata per la seconda volta come ‘il più importante avanzamento dell’anno nella lotta contro il cancro’ nel 12° Report annuale della Società americana di oncologia clinica sui progressi contro i tumori (ASCO’s Annual Report on Progress Against Cancer). Era accaduto anche nel Rapporto dello scorso anno, in realtà già nel 2013 la prestigiosa rivista americana Science collocò questa nuova arma al primo posto della ‘top ten’ delle più importanti scoperte scientifiche dell’anno. Oggi importanti passi in avanti sono stati fatti dopo i primi risultati positivi ottenuti nei pazienti con melanoma metastatico”.



